Separazione

La decisione è presa – mi separo

Come prepararsi alla separazione: è utile chiarirsi alcuni punti e trovare il più possibile degli accordi con il coniuge prima di separarsi e di avviare la procedura di separazione o divorzio. Avere un accordo su chi va ad abitare dove, e se ci sono figli: con chi abiteranno e come mantenere i contatti con entrambi i genitori, facilita di molto la procedura ed evita molte sofferenze.

Se la separazione è già intervenuta, è invece consigliabile non perdersi in lunghe trattative ma chiedere una prima decisione, per avere una situazione chiara e poi negoziare con più calma. Specialmente laddove è necessario poter chiedere aiuti statali, occorre avviare subito la procedura e ottenere una decisione sul contributo alimentare, altrimenti l’autorità non può decidere se e in che misura vi è diritto a questi aiuti.

1 Punti da regolare: abitazione e figli
2 Punti da regolare: finanze
2.1 Aiuto reciproco tra coniugi
2.2 Aiuti statali
2.2.1 Disoccupazione
2.2.2 Sussidio cassa malati
2.2.3 Assegni di prima infanzia (API)
2.2.4 Assegni integrativi (AFI)
2.2.5 Aiuto sociale (assistenza)
2.2.6 Borse di studio
2.2.7 Ulteriori aiuti economici
3 Punti da regolare: regime dei beni
4 Punti da regolare: assicurazioni sociali
4.1 Primo pilastro (AVS)
4.2 Cassa pensione
4.3. Cognome

1      Punti da regolare: abitazione e figli

Chi va ad abitare dove: chi rimane nell’abitazione coniugale? Oppure diamo la disdetta e troviamo due appartamenti nuovi? Nel caso di un’abitazione in proprietà: chi continua ad abitarci, almeno provvisoriamente?

Ripartizione mobili e suppellettili: accordatevi su chi può disporre di quali mobili e suppellettili ed eventualmente, di chi può tenere l’auto, per evitare di avere spese non indispensabili in un momento in cui la situazione economica è particolarmente critica.

Come ci organizziamo con i figli: con chi abiteranno? Come facciamo perché possano mantenere i contatti con entrambi i genitori? Riusciamo ad occuparcene entrambi? Quando e come parliamo loro della separazione?

Affidamento: Se si trovano gli accordi, quasi tutto è possibile: dall’affidamento ad uno dei genitori con diritto di visita durante i week-end fino alla custodia alternata, che presuppone però una buona collaborazione e capacità organizzativa. Può inoltre darsi che per i bambini quello che per i genitori è ideale non funzioni. Allora bisogna essere disposti a trovare nuove soluzioni.

Promemoria per i genitori che si separano o divorziano: opuscolo edito dall’istituto di scienze giuridiche dell’Università di Zurigo e UNICEF Svizzera: Promemoria e aspetti di cui tenere conto.

Nei casi in cui i figli vivono principalmente con un genitore, è utile stabilire dei diritti di visita regolari, affinché i figli sappiano quando possono incontrare l’altro genitore e affinché entrambi i genitori possano organizzarsi di conseguenza. In linea generale, si prevede che i figli possano passare con il genitore non affidatario almeno ogni secondo fine settimana e magari un pomeriggio-sera a settimana, eventualmente con pernottamento.

Specialmente all’inizio, quando le tensioni sono maggiori, è utile accordarsi con precisione sugli orari e sul luogo di scambio e rispettare scrupolosamente gli accordi presi. Più tardi, quando le tensioni calano, può essere possibile una maggiore flessibilità, ma cercate sempre di accordarvi con buon anticipo e di non chiedere troppi cambiamenti.

Durante una separazione, l’autorità parentale rimane congiunta. Per maggiori dettagli vedasi il contributo specifico su questo sito: autorità parentale (fino al 30.6.2014) e autorità parentale – dal 1.7.2014.

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2      Punti da regolare: finanze

2.1      Aiuto reciproco tra coniugi

E’ utile trovare un accordo su chi paga che cosa almeno per i primi mesi dopo la separazione. Su questi aspetti si può comunque ottenere abbastanza in fretta una prima decisione da parte del giudice.

Scambiatevi quindi i giustificativi sui propri redditi e spese (vedasi l’elenco documenti alla pagina “formulari“).

Alimenti per il coniuge economicamente più debole e per i figli:

In parole molto povere, si calcola il fabbisogno per entrambi i nuclei famigliari, cioè di entrambi i coniugi e quello dei figli. Si deduce quello che ciascun coniuge guadagna. Se presso un coniuge vi è un ammanco e all’altro rimane una somma a disposizione, questa somma andrà a coprire l’ammanco. Se rimane ancora qualcosa, lo si divide, di modo che ad entrambi i coniugi, dedotte le spese fisse, rimanga a disposizione più o meno la stessa somma (questa regola non vale necessariamente per redditi molto alti, quando non tutto il reddito veniva speso per la famiglia).

Se i redditi dei due coniugi non sono sufficienti per coprire il fabbisogno di entrambi i nuclei famigliari, l’ammanco rimane a carico del coniuge le cui entrate proprie sono minori. In questo modo, solo uno dei due è costretto a rivolgersi agli aiuti statali.

Questa ripartizione è discussa (cfr. per esempio Questioni femminili 1.2007 sul sito della Commissione federale per le questioni femminili CFQF), ma per il momento la giurisprudenza l’ha sempre confermata.

Per le spese e i redditi dei coniugi di cui si tiene conto, si vedano i formulari redditi e spese su questo sito. Per i figli ci si rifà alle tabelle di Zurigo, importi raccomandati dall’Ufficio della Gioventù del Canton Zurigo. Ma attenzione: ogni caso è diverso!

Per approfondimenti vedasi il riassunto della giudice Emanuela Epiney-Colombo sul Bollettino dell’Ordine degli avvocati (BOA) no. 38, novembre 2009 (p. 2-11) (per il BOA integrale: http://www.oati.ch), e il sito http://www.divorzio.ch/.
E’ in corso una revisione del diritto sul mantenimento dei figli che coinvolge anche il mantenimento tra coniugi, nel senso che l’accudimento dei figli verrebbe preso in considerazione nell’ambito del contributo di mantenimento per i figli. Vedasi Mantenimento dei figli – progetto del Consiglio federale su questo sito.

Reinserimento nel mercato del lavoro: sempre di più si pretende anche dal coniuge che si è occupato della casa e dei figli, che rientri nel mondo del lavoro o che aumenti il proprio grado di occupazione, che attivi cioè le proprie risorse. E’ quindi utile cercare al più presto di reinserirsi (vedasi anche alla pagina sulle difficoltà matrimoniali, al punto “Alcune vie per trovare risposte“), sia perché soltanto raramente l’altro coniuge è tenuto a versare alimenti vita natural durante, sia perché soltanto raramente lo fa poi effettivamente.

 

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2.2      Aiuti statali

Su questo tema, vedasi anche il capitolo sui sostegni finanziari sul sito allestito dall’Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostituite (ATFMR) nonché il capitolo sugli aiuti economici alle famiglie sul sito Infofamiglie del Cantone.

Attenzione, se siete di nazionalità straniera, far capo a questi aiuti può mettere a rischio il vostro permesso. Si veda l’articolo Politica a sostegno delle famiglie messa in discussione dall’Ufficio per la migrazione su questo sito, ma anche il rapporto della Commissione gestione CN del 4.4.2014. Ci sono sono dei continui cambiamenti in questo settore e la situazione è diversa a dipendenza della nazionalità, della durata e dello scopo del soggiorno, per cui informatevi.

Le principali possibilità per integrare le entrate sono:

2.2.1  Disoccupazione

Se in seguito alla separazione o al divorzio si è costrette a riprendere o estendere un’attività dipendente, la Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI) prevede l’esonero dall’adempimento del periodo di contribuzione. Può quindi beneficiare delle prestazioni di questa assicurazione, perlomeno per un periodo ridotto (indennità, aiuto al collocamento ecc.), anche chi non ha versato contributi (art. 14 cpv. 2 LADI; art. 27 cpv. 4 LADI).
Aggiungasi che in caso di periodo educativo, i termini quadro vengono prolungati: informatevi.

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2.2.2  Sussidio cassa malati

Per le persone e famiglie il cui reddito imponibile è inferiore a determinati limiti. Il formulario può essere richiesto al Comune di domicilio o direttamente all’Istituto delle assicurazioni sociali, Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, Ufficio delle prestazioni, Servizio sussidi assicurazione malattia. La domanda deve essere presentata entro il 31 dicembre.
In caso di cambiamento della situazione durante l’anno, la domanda può essere presentata anche durante l’anno, ma deve essere motivata e documentata.
Per approfondimenti: Istruzioni per la richiesta della riduzione individuale del premio.

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2.2.3  Assegni di prima infanzia (API)

Per chi è domiciliato in Ticino da oltre tre anni e ha figli di età inferiore ai tre anni; copre quanto manca per soddisfare il fabbisogno minimo di tutto il nucleo famigliare. Non vengono versati arretrati, per cui non aspettate a presentare la domanda. Rivolgetevi al Comune di domicilio per prendere un appuntamento con il più vicino sportello LAPS.

Per maggiori informazioni: vai.
Legge e informazioni sulle spese e gli importi riconosciuti: vai.

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2.2.4  Assegni integrativi (AFI)

Per chi è domiciliato in Ticino da oltre tre anni e ha figli di età inferiore ai 15 anni, per un importo massimo per ciascun figlio che varia tra ca. CHF 500.00 e 750.00 (compreso l’assegno di base), a dipendenza del numero di figli. Non vengono versati arretrati, per cui non aspettate a presentare la domanda. Rivolgetevi al Comune di domicilio per prendere un appuntamento con il più vicino sportello LAPS.

Per maggiori informazioni: vai.
Legge e informazioni sulle spese e gli importi riconosciuti: vai

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2.2.5  Aiuto sociale (assistenza)

Per chi risiede legalmente in Ticino e non ha diritto agli AFI/API (o se gli AFI non sono sufficienti). Di regola, le prestazioni vengono versate a partire dal mese successivo alla domanda.
Rivolgetevi al Comune di domicilio per prendere un appuntamento con il più vicino sportello LAPS.
Legge sull’assistenza sociale, RL 6.4.11.1.
Regolamento sull’assistenza sociale, RL 6.4.11.1.1
Importi riconosciuti: Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012, RL 6.4.11.1.3.
Direttive COSAS (Conferenza svizzera dell’azione sociale), cui si riferisce anche il Cantone: COSAS.
Ufficio inserimento e sostengo sociali: USSI.

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2.2.6  Borse di studio

Questi sussidi possono entrare in considerazione sia per la formazione dei figli (tirocinio, studi postobbligatori) che per un’eventuale formazione o riqualifica dei genitori. Per maggiori informazioni: Ufficio borse di studio

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2.2.7  Ulteriori aiuti economici

vedasi Infofamiglie, aiuti economici

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3      Punti da regolare: regime dei beni

Al momento della separazione può essere opportuno adottare il regime della separazione dei beni. In questo modo, non avete da rimproverarvi che l’altro spenda i risparmi fatti durante il matrimonio.
Il momento della separazione non è il momento per discutere della liquidazione del regime dei beni, anche se in situazioni semplici può essere opportuno dividere già tutto quello che si possiede.
In situazioni più complesse, non pretendete di risolvere tutto subito. Liquiderete poi il regime con maggiore calma, al più tardi con il divorzio.

Per approfondimenti: Piccola guida ad uso di fidanzati e coniugi, edita dal Dipartimento federale di giustizia e polizia: non è recente, ma dato che nell’ambito del regime dei beni non vi sono state modifiche legislative, dà una prima idea: Piccola guida.

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4      Punti da regolare: assicurazioni sociali

4.1      Primo pilastro (AVS)

Per quanto riguarda l’AVS, lo splitting verrà fatto al momento del divorzio, a cura della cassa di compensazione. Non sono necessari accordi particolari. Una volta divorziati, potete chiedere la separazione dei redditi, che verrà poi in ogni caso effettuata al momento di andare in pensione (o di ricevere una rendita AI). Per il formulario vedasi la pagina formulari e utilità su questo sito: vai.
In caso di divorzio con autorità parentale congiunta, è utile accordarsi che gli accrediti per compiti educativi vadano computati al coniuge che si occupa in modo preponderante del figlio, che spesso corrisponde al genitore il cui reddito è minore: art. 52fbis OAVS.

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4.2      Cassa pensione

Salvo situazioni particolari, i capitali di libero passaggio accumulati in costanza di matrimonio (dalla data del matrimonio sino alla data del divorzio) vanno divisi in ragione di ½ ciascuno. E’ utile chiedere alle rispettive casse a quanto ammonta questo capitale e calcolare poi l’ammontare dell’importo che un coniuge deve versare all’altro.

Per approfondire: art. 122-124 CC; Divorzio, cassa pensione, AVS/AI – Ciò che dovete sapere – Opuscolo informativo.

In questo settore, sono in corso dei cambiamenti: vedi il relativo articolo su questo sito – Compensazione della previdenza in caso di divorzio

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4.3 Cognome

La scelta se mantenere, dopo il divorzio, il cognome coniugale spetta esclusivamente al coniuge il cui cognome con il matrimonio è cambiato. Non è quindi necessario né l’accordo dell’altro coniuge, né quello del Pretore.
Si può dichiarare in ogni momento all’ufficiale dello stato civile di volere riprendere il cognome della propria famiglia o il cognome che si portava prima del matrimonio. Se non lo si fa, si mantiene il cognome coniugale acquisito con il matrimonio (art. 119 cpv. 2 CC).
Telefonate prima per sapere quali documenti portare e prendete un appuntamento. Per ulteriori informazioni e per sapere qual è l’ufficio competente per il vostro comune: sito dell’ufficio cantonale di stato civile.

Il 30 settembre 2011, l’Assemblea federale ha adottato una modifica del Codice civile relativo al cognome e alla cittadinanza, entrata in vigore il 1.1.2013.
Ciascun coniuge conserva il proprio cognome anche con il matrimonio. Gli sposi possono tuttavia dichiarare all’ufficiale dello stato civile di voler assumere un cognome coniugale; possono scegliere tra il cognome da nubile o celibe della sposa o dello sposo.
Se mantengono ciascuno il proprio cognome, gli sposi determinano il
cognome dei figli, scegliendolo tra i loro cognomi da celibe o nubile.

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