Revoca del permesso per debiti?

Se non si riesce (più) a far fronte a tutti gli obblighi, questo è motivo di revoca del permesso soltanto se non si fa nulla per rimediare.
Un ammonimento (perché una revoca sarebbe sproporzionata) può essere pronunciato solo se ricorrono le condizioni per revocare il permesso.

Un permesso può essere revocato se lo straniero ha violato in modo rilevante o ripetutamente (a dipendenza del permesso: gravemente) o espone a pericolo l’ordine e la sicurezza pubblici in Svizzera o all’estero o costituisce una minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera (art. 62 cpv. 2 lit. c e 63 cpv. 1 lit. b LStr).

Secondo l’art. 80 OASA, vi è violazione della sicurezza e dell’ordine pubblico anche in caso di mancato adempimento temerario di doveri di diritto pubblico o privato, quindi anche in caso di accumulo di debiti, laddove questo avviene in modo “temerario”:

Da una sentenza del Consiglio di Stato del 19 settembre 2018

Di principio l’accumulo di debiti privati non costituisce un motivo di revoca del permesso (cfr. Istruzioni della Segreteria di Stato della migrazione, versione del 25 ottobre 2013, stato al 1. luglio 2018, pag. 186). Soltanto in caso di indebitamento temerario, istituto sviluppato dal Tribunale federale sulla base dell’art. 63 cpv. 1 lett. b LStr (cfr. DTF 137 II 297, consid. 3.3; TF 2C_348/2012 del 13 marzo 2013, consid. 2.1; TF 2C_699/2014 del 1. dicembre 2014, consid. 3.2 con riferimenti citati), i debiti dell’interessato possono precludergli il mantenimento del permesso oppure giustificare un ammonimento.
Per considerarsi temerario (“mutwillig”), la giurisprudenza indica che l’indebitamento deve essere causato per colpa propria dell’interessato e deve essergli rimproverabile come qualificato (“selbstverschuldet und qualifiziert vorwerfbar” in TF 2C_273/2010 del 6 ottobre 2010, consid. 3.3; TF 2C_699/2014 del 1. dicembre 2014, consid. 3.2; ZBI 112/2011 p. 96).
L’indebitamento è imputabile a colpa propria dell’interessato se esiste un’esplicita responsabilità nell’essersi indebitato e se il debitore non ha intrapreso alcuna misura per risanare la sua situazione e contenere i debiti, dando prova di un sistematico disprezzo dei limiti e degli obblighi posto dalla legge.
Dandosi questa configurazione, la giurisprudenza ammette la revoca del permesso di domicilio anche se l’interessato risiede ininterrottamente e regolarmente in Svizzera da oltre 15 anni (TF 2C_348/2012 del 13 marzo 2013, consid. 2.1).”

In assenza di un motivo di revoca non è neppure lecito pronunciare un ammonimento: “In assenza di un motivo di revoca ex art. 63 LStr resta insoddisfatta l’esigenza dell’art. 96 cpv. 2 LStr secondo cui un ammonimento può essere pronunciato, per ragioni di proporzionalità, qualora ricorrano le condizioni per revocare il permesso (cfr. TF 2C_280/2014 del 22 agosto 2014, consid. 3 con riferimenti indicati). Di conseguenza il provvedimento querelato non può essere tutelato.”

Nel caso concreto, in seguito ad un infarto l’interessato aveva bisogno di accompagnamento in molte attività quotidiane, per cui dopo iniziali resistenze gli era stato nominato un curatore amministrativo. Non gli si può quindi rimproverare un’esplicità responsabilità nell’essersi indebitato.

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