AFI-API: quali le conseguenze delle varie misure di risparmio?

Quali sono state le conseguenze delle recenti modifiche degli assegni familiari integrativi e di prima infanzia:

  • delle modifiche del 16 dicembre 2015: AFI-API per soli titolari di permesso C e per chi ha lavoro? (reddito ipotetico per indipendenti e genitori con grado d’occupazione complessivo inferiore al 100%; aumento periodo di attesa per cittadini stranieri)
  • della modifica legislativa approvata dal Parlamento cantonale con il pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali (M7184, pagina 30 e seguenti), accolta in votazione popolare il 12.02.2017 (adeguamento delle soglie d’intervento Laps con l’aggiornamento dei coefficienti di equivalenza)?

Il Consiglio di Stato il 17.01.2018 risponde ad un’interrogazione (137.17) di Ivo Durisch per il gruppo socialista del 23.06.2017:

Da beneficiari di assegni famigliari a famiglie in assistenza. Dal 2015 al 2017 i nuclei ticinesi che hanno diritto alla sola assistenza sociale, non potendo beneficiare di assegni famigliari integrativi e per la prima infanzia, sono aumentati del 77%, passando da 197 a 348.

tra il 2015 e il 2017 – si legge nella risposta del governo al capogruppo socialista – i beneficiari dei soli assegni famigliari integrativi sono scesi da 1’784 a 1’258, stabilendo così il numero più basso dal 2004 in poi. Nel corso degli ultimi tredici anni, infatti, non si era mai calati al di sotto delle 1’700 unità. Riduzione pure per le famiglie che percepiscono anche l’Assegno di prima infanzia, scese in due anni da 713 a 399. Pure qui record. Il numero potrebbe comunque venir ritoccato verso l’alto a partire da quest’anno, visto il ritocco a 5 anni del periodo di “attesa” per i cittadini stranieri varato dal Gran Consiglio di recente.”
(
LaRegione del 22.01.2018)

Complessivamente la percentuale di UR che ha beneficiato di AFI o AFI/API e di assistenza sociale è passata dal 11% del 2004 al 28% del 2017; le UR beneficiarie di solo AFI o AFI/API è diminuita, passando dal 89% al 72% nello stesso periodo.
(risposta del Consiglio di Stato)

Accesso a interrogazione e risposta: Interrogazione e risposta; scarica r137.17

Eppure negli intendimenti dell’allora legislatore, la legge sugli assegni di famiglia voleva proprio evitare alle famiglie di dover far capo all’assistenza: un figlio o una figlia non devono essere motivo di povert! (vedasi Politica a sostegno delle famiglie messa in discussione dall’Ufficio per la migrazione).

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