AFI e API equiparati all’assistenza pubblica, è corretto? Dipende

Il 26 agosto 2015, Tatiana Lurati e confirmatari avevano chiesto al Consiglio di Stato se equiparare gli AFI e API all’assistenza pubblica fosse corretto.
Facevano pure notare che inviare ammonimenti, revocare o non rinnovare permessi a stranieri che vi facessero capo fosse contrario allo spirito di legge.

Dopo oltre un anno e una sentenza del Tribunale federale che ha annullato la nuova prassi, ecco la risposta del Consiglio di Stato, del 26.10.2015: parla di nuova giurisprudenza del Tribunale federale (invece che di nuova prassi dell’Ufficio per la migrazione, poi annullata dal TF); dice di attenersi alle leggi (senza dire che la prassi è diventata più severa, anche senza che vi fosse stata una modifica della Legge federale sugli stranieri o degli accordi bilaterali).

Prima che il TF bloccasse la nuova prassi, ecco quante famiglie hanno perso o rischiato di perdere il diritto di restare:
Tipo di decisione (sino al 31.10.2015)
Decisione di revoca del permesso di dimora “B”: 2014 – 8; 2015 – 12
Decisione di non rinnovo del permesso di dimora “B”: 2014 – 12; 2015 – 18
Decisione di non rilascio del permesso di dimora “B”: 2014 – 16; 2015 – 7
Decisione di revoca del permesso di domicilio “C”: 2015 – 1
Decisioni di ammonimento: 2014 – 95; 2015 – 96.

Sulla base della sentenza del TF del 27.10.2015 e del parere SEM del 28 gennaio 2016, a pagina 3 della risposta all’interrogazione vi è una tabella che chiarisce quando percepire gli aiuti cantonali può mettere a rischio il permesso di soggiorno (non per i lavoratori, ma nei casi in cui il permesso è stato rilasciato perché si disponeva di mezzi finanziari sufficienti).

Link a interrogazione e risposta del Consiglio di Stato: interrogazione 121.15

Questa voce è stata pubblicata in Sicurezza sociale e migrazione. Contrassegna il permalink.