La posizione delle persone straniere nel diritto autonomo delle assicurazioni sociali in Svizzera

(appartenenti a Stati senza accordi di sicurezza sociale) e la possibile perdita di diritti all’incrocio con il diritto della migrazione (Legge stranieri).

Lavoro di diploma al CAS in assicurazioni sociali alla Supsi di Lucerna, gennaio 2016

Presentazione

Il lavoro analizza l’obbligo di contribuzione, il diritto a prestazioni e l’esportabilità di prestazioni assicurative in Svizzera (AVS, AI, LPC, LPP, Lainf, LaMal, AM, IPG, AF, LADI), limitatamente al diritto autonomo svizzero, ad esclusione cioè dei cittadini di nazioni con cui la Svizzera ha concluso degli accordi di sicurezza sociale (quali per esempio l’Unione Europea). Analizza cioè quali sono i criteri di collegamento per l’obbligo di contribuzione e il diritto a prestazioni (domicilio, rapporto di lavoro, cittadinanza ecc.) e se e dove persone di nazionalità straniera vengono vengono trattati in modo diverso rispetto a persone di nazionalità svizzera.

Conclusioni

Nel sistema svizzero delle assicurazioni sociali, l’obbligo di contribuzione è indipendente da nazionalità e titolo di soggiorno. Fanno stato il domicilio oppure lo svolgimento di un’attività lucrativa in Svizzera, la sede del datore di lavoro oppure prestazioni di servizio nell’interesse della Confederazione. La nazionalità è rilevante unicamente in caso di lavoro all’estero al servizio della Confederazione o di organizzazioni vicine nonché nell’assicurazione facoltativa (AVS/AI).

Anche per quanto riguarda il diritto a prestazioni non ci si basa né sulla nazionalità né sullo statuto di soggiorno sintanto che l’avente diritto ha sede e/o dimora abituale in Svizzera. Fa eccezione unicamente l’assicurazione disoccupazione che richiede anche un titolo di soggiorno valido. Accanto al domicilio e/o alla dimora abituale costituiscono criteri di collegamento l’attività lucrativa oppure l’obbligo o la prestazione di servizio. Singole assicurazioni (in particolare AI, PC, LADI) prevedono periodi di carenza particolari per gli stranieri, in parte in analogia alla legge sugli stranieri. Il criterio però è sempre la durata del soggiorno e non lo statuto di soggiorno (cioè il tipo di permesso).

AVS e AI prevedono una differenza importante per quanto riguarda l’esportabilità di rendite, cioè in caso di domicilio all’estero: le prestazioni vengono versate all’estero solo a persone di nazionalità svizzera o di paesi con cui la Svizzera ha concluso accordi di sicurezza sociale che prevedono il divieto di discriminazione rispettivamente la reciprocità. Nelle altre assicurazioni sociali, l’esportabilità è o esclusa di principio (p.es. LADI, LaMal, determinate prestazioni in natura, in parte gli assegni di famiglia), oppure sempre ammessa (LPP, Lainf, AM, IPG).

La limitazione dell’esportabilità di prestazioni delle assicurazioni sociali è indipendente dal finanziamento o dal sistema di finanziamento del ramo assicurativo. Ciò porta alla conclusione che per essere esportabili deve esservi un motivo particolare. Nel caso della LPP il motivo è verosimilmente il fatto che almeno per quanto riguarda le prestazioni di vecchiaia si tratta fondamentalmente di restituire il capitale risparmiato individualmente. Nel caso della Lainf si tratta anche della responsabilità civile del datore di lavoro: l’assicurazione infortuni professionali copre anche il rischio del datore di lavoro di rispondere per infortuni sul lavoro, responsabilità che non dipende dal domicilio del dipendente. AM e IPG si riferiscono a servizi nell’interesse della Confederazione, che non può lasciare scoperte persone con domicilio all’estero. L’assicurazione maternità segue l’impostazione dell’IPG. Solo per quanto riguarda l’assicurazione disoccupazione la non esportabilità viene motivata: in caso di domicilio all’estero il controllo sarebbe difficile.

Se però il diritto alle prestazioni dipende dal domicilio e l’obbligo di contribuzione da altri criteri di collegamento, non tutte le persone obbligate a contribuire sono poi effettivamente assicurate. Se una prestazione non è esportabile, ciò colpisce soprattutto persone di nazionalità straniera.

Alla luce dell’odierna mobilità internazionale non solo all’interno dell’UE/AELS queste regole non appaiono più adeguate. Occorrerebbe quindi rinunciare ad un collegamento diverso per l’obbligo di contribuzione, il diritto alle prestazioni e l’esportabilità e in questo senso passare dal principio dello stato sociale al principio della mutualità come previsto all’art. 61 cpv. 2 Lainf. In caso di rifiuto delle nonostante fossero stati versati contributi, questi ultimi andrebbero perlomeno rimborsati, come previsto all’art. 27 ICRMW (Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie) e come raccomanda il comitato ONU per i diritti economici, sociali e culturali.

Scarica il testo completo (pdf): Ausländische Personen im Schweizer Sozialversicherungsrecht (in tedesco)
Gli allegati (schede):
Anhang I – Ueberblick
Anhang II – Karenzfristen
Anhang III – Zusammenhang

Una versione abbreviata del lavoro di diploma è apparsa su plaedoyer 3/2016

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