Amnistia fiscale cantonale – la sentenza del Tribunale federale del 30 marzo 2015

Dopo avere espressamente scartato l’ipotesi di proporre un’amnistia fiscale generale – sul modello di quella decisa nel 1969, con esenzione da pena e rinuncia al ricupero d’imposta – in data 18 ottobre 2006 il Consiglio federale ha presentato un messaggio concernente la semplificazione del ricupero d’imposta in caso di successione e l’introduzione dell’autodenuncia esente da pena. Adottata dalle Camere federali il 20 marzo 2008 e posta in vigore il 1° gennaio 2010 (RU 2008 4453), la modifica legislativa in questione si poneva due obiettivi distinti. Da una parte, stimolare gli eredi a ricondurre alla legalità il patrimonio che il defunto ha sottratto al fisco, attraverso un ricupero d’imposta ed il pagamento di interessi di mora limitato ai tre periodi fiscali precedenti l’anno del decesso. D’altra parte, concedere a persone fisiche e giuridiche che denunciano spontaneamente e per la prima volta una sottrazione d’imposta la possibilità di regolarizzare la propria posizione nei confronti del fisco, senza incappare in un procedimento penale.

Il 25 novembre 2015 il Gran Consiglio ticinese ha votato una novella legislativa, affiancando ai disposti concernenti l’autodenuncia due norme transitorie, art. 309e e 314e LT, che prevedevano la riduzione del 70 % delle aliquote applicate al ricupero d’imposta per tutte le autodenunce esenti da pena presentate durante un lasso di tempo di due anni dalla loro entrata in vigore ed in relazione a tutte le imposte cantonali citate: BU 37/2014 del 4 luglio 2014.

Con sentenza 30 marzo 2015, 2C_1194/2013, 2C_645/2014 (DTF 141 I 78), il Tribunale federale ha accolto due ricorsi presentati contro questa “amnistia fiscale cantonale”, annullando gli art. 309e e 314e della legge tributaria del Cantone Ticino.

Le motivazioni principali sono:
il quadro normativo (LAID e Cost.) non concede spazio per l’applicazione di aliquote attenuate e quindi differenti da quelle originariamente stabilite. L’amnistia fiscale cantonale è incompatibile con gli art. 56 cpv. 1bis e 57b cpv. 1 LAID in relazione con l’art. 53 cpv. 1 LAID (consid. 7).
Inoltre, gli art. 309e e 314 LT violano i principi dell’uguaglianza giuridica (art. 8 cpv. 1 Cost.), della generalità, dell’uniformità e dell’imposizione secondo la capacità economica (art. 127 cpv. 2 Cost.), senza che vi siano sufficienti motivi per giustificare simili lesioni. (conid. 9).

Il testo integrale della sentenza, 2C_1194/2013, 2C_645/2014

Le condizioni dell’autodenuncia esente da pena (art. 56 cpv. 1bis LAID):
Se il contribuente denuncia spontaneamente per la prima volta una sottrazione d’imposta, si prescinde dall’aprire un procedimento penale (autodenuncia esente da pena), a condizione che:
a. la sottrazione d’imposta non sia nota ad alcuna autorità fiscale;
b. egli aiuti senza riserve le autorità fiscali a determinare gli elementi della sostanza e del reddito sottratti; e
c. si adoperi seriamente per pagare l’imposta dovuta.

In Ticino, questa norma è stata ripresa all’art. 258 LT.
E’ utile ricordare che la multa equivale di regola all’importo dell’imposta sottratta. In caso di colpa lieve, può essere ridotta fino a un terzo e, in caso di colpa grave, aumentata fino al triplo dell’imposta sottratta. Nel caso dell’autodenuncia esente da pena, il Cantone rinuncia ad incassare questa multa, limitandosi semplicemente al ricupero d’imposta (degli ultimi 10 anni).

E’ pure utile ricordare che l’amnistia fiscale cantonale, poi annullata dal Tribunale federale, non era accompagnata da un’amnistia in materia di aiuti sociali legati al bisogno.

Questa voce è stata pubblicata in Diversi. Contrassegna il permalink.