Congedo parentale per entrambi i sessi – sentenza CEDU 22.03.2012 e sentenza TF 15.09.2014

Disparità di trattamento in base al sesso perpetuano ruoli stereotipati e hanno conseguenze negative sulle carriere professionali delle donne e sulla vita famigliare degli uomini.

Il 22 marzo 2012 la Corte Europea per i diritti dell’Uomo (CEDU) nella sentenza Konstantin Markin c/Russia ha deciso, con 16 voti contro 1, che lo Stato russo ha violato il divieto di discriminazione di cui all’art. 14 CEDU in relazione al diritto alla vita privata e di famiglia secondo l’art. 8 della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo (ricorso no. 30078/06). Il ricorrente, militare di carriera e padre affidatario, aveva chiesto un congedo parentale, che il diritto russo riconosce per una durata di tre anni. Il congedo gli è stato concesso soltanto per tre mesi e rifiutato per il resto, con la motivazione che il congedo parentale spetta soltanto agli appartenenti al sesso femminile. Argomentazione che la Corte ha respinto.

Riassunto da forumcostituzionale.it:
Violazione dell’art. 14 (divieto di discriminazione) in combinato disposto con l’art. 8 della Cedu (diritto al rispetto della vita privata e familiare)
La Corte condanna la Russia per la violazione dell’art. 14 in combinato disposto con l’art 8 della Cedu (divieto di discriminazione in combinato con diritto al rispetto della vita privata e familiare) in relazione ad una legislazione che non consente al ricorrente, militare di carriera, di usufruire del congedo di paternità previsto per la cura del figlio minore quando la madre non ne usufruisce. La Corte respinge gli argomenti sostenuti dalla Corte costituzionale russa secondo la quale la disparità di trattamento tra il personale militare maschile e femminile sarebbe stata giustificata dal diverso e più importante ruolo della madre nella prima infanzia del bambino; respinge altresì l’argomento per cui la concessione del congedo di paternità su larga scala ai militari avrebbe avuto effetti negativi sull’organizzazione delle forze armate, trattandosi di considerazioni non suffragate da studi empirici.
Nell’ultimo decennio, inoltre si è affermato un standard condiviso dall’assoluta maggioranza degli Stati del Consiglio d’Europa che prevede la legittimazione al congedo parentale in favore di entrambi i genitori.
(a cura di Elisabetta Crivelli)

Riassunto della sentenza in DTF 9C_810/2013, consid. 9.2.1:
Dem sowohl von der Vorinstanz als auch vom Beschwerdeführer zitierten EGMR-Entscheid der Grossen Kammer vom März 2012 (E. 3.1 hievor) lag folgender Sachverhalt zugrunde: Der russische Armeeangehörige Konstantin Markin wurde im Jahr 2005 zum dritten Mal Vater. Gleichzeitig beantragte seine Ehefrau die Scheidung. Konstantin Markinersuchte um einen dreijährigen Elternurlaub, welcher nach russischem Recht weiblichen Armeeangehörigen vorbehalten war. Nachdem die innerstaatlichen Gerichte sein Begehren mit der Begründung abgewiesen hatten, er habe den Nachweis nicht erbringen können, alleiniger Inhaber der elterlichen Sorge zu sein, zudem stehe der dreijährige Elternurlaub nur weiblichen Armeeangehörigen offen, wandte er sich an den EGMR. Der Gerichtshof hielt mit Bezug auf den Mutterschaftsurlaub (“maternity leave”, im russischen Recht [übersetzt]: “pregnancy and delivery leave”) fest, im Unterschied zum (an den Mutterschaftsurlaub anschliessenden) Elternurlaub (“parental leave”, im russischen Recht [übersetzt]: “child-care leave”), welcher nicht mehr mit der Biologie der Mutter verknüpft sei, diene der Mutterschaftsurlaub der Erholung der Mutter von der Geburt (§ 132). Soweit das nationale Gericht aber den Anspruch eines männlichen Berufssoldaten auf Elternurlaub (“parental leave”) verneint habe, verletze dies Art. 14 i.V.m. Art. 8 EMRK. Die Förderung der Geschlechtergleichheit sei heute ein wichtiges Ziel (“major goal”) der Mitgliedstaaten (§ 127). Der Ausschluss von Vätern vom Elternurlaub könne jedenfalls nicht einzig mit der Geschlechterstereotypie – Frauen als traditionell primäre Kindererzieherinnen – begründet werden. Während zum Zeitpunkt des Entscheids i.S. Petrovic gegen Österreich vom 27. März 1998 (Nr. 20458/92, Grosse Kammer), Recueil CourEDH 1998-II S. 579, in den Mitgliedstaaten noch kein Konsens geherrscht habe, wonach ein Elternurlaub auch Vätern zu gewähren sei, bestehe nunmehr ein grösseres Bewusstsein für eine ausgeglichenere Aufteilung der Kindererziehungsaufgaben zwischen Frau und Mann (§ 99). Gleichwohl beinhalte Art. 8 EMRK keine positive Verpflichtung eines Staates, einen Elternurlaub zu gewähren. Bestehe ein solcher, müsse er in Übereinstimmung mit Art. 8 EMRK diskriminierungsfrei ausgestaltet werden (§ 130).

Riassunto in italiano su diritti umani in italia – duitbase.it

link alla sentenza (Hudoc)La sentenza è stata confermata nel caso Hulea c/Romania del 2 ottobre 2012 (nr. 33411/05, III. camera). Riassunto in DTF 9C_810/2013, consid. 9.2.2

Pagina tematica del caffé, 24.11.2013: procedura avviata da alcuni padri per vedersi riconosciute 6 settimane di congedo. Sito dell’associazione gleichbeRICHTIG

Con sentenza 9C_810/2013 del 15 settembre 2014, il Tribunale federale ha confermato una sentenza del Tribunale cantonale amministrativo di Berna che ha negato ad un padre il diritto a parte dell’indennità perdita di guadagno per maternità (sentenza su www.bger.ch). Per un riassunto della sentenza in italiano vedasi www.sentenzeparita.ch

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