Elogio del politeismo

Sul Corriere del Ticino del 20.08.2014 è uscita un’interessante intervista con Maurizio Bettosini, che insegna all’Università di Siena, dove ha fondato nel 1986, assieme ad altri studiosi, il centro Antropologia e mondo antico (A.M.A.), di cui è direttore e che raccoglie filologi classici, storici antichi, archeologi, semiologi, studiosi della fortuna e della trasmissione della cultura classica, e promuove ricerche interdisciplinari, di taglio antropologico, sul mondo antico.

La lezione che possiamo attingere dalla civiltà classica è questa:
“«Cambiare i “quadri mentali” cui il monoteismo ci ha abituato, accogliendo principi come quelli che erano propri della religione antica (traduzione degli dei, accoglienza e riconoscimento per le divinità degli altri) faciliterebbe enormemente i rapporti fra le religioni e le culture. Pensi ad esempio al concetto di “tolleranza religiosa”. Faticosamente conquistato in Europa solo nel’età moderna, e magari tutti lo facessero proprio, anche oggi … Eppure, confrontato con l’atteggiamento che gli antichi avevano verso le divinità altrui, è ancora poca cosa. “Tollerare” infatti significa pur sempre “tollerare”, non certo riconoscere il pieno diritto o la piena dignità della religione degli altri. Non a caso questa nozione, la tolerantia, fu elaborata dai Cristiani nel V secolo d. C. per definire l’atteggiamento da tenere verso gli eretici: che era meglio tolerare, per mantenere l’unità della Chiesa, dunque per un motivo utilitaristico – salvo reprimerli, se lo si riteneva più opportuno. Per tale motivo la nozione di “tolleranza” resta pur sempre ambigua, rischiosa. Al contrario, poter tradurre direttamente la divinità di un’altra cultura nella propria, risolve radicalmente il problema, non c’è più bisogno di una faticosa “tolleranza” dove esiste immediata corrispondenza fra le divinità. I miei amici mi dicono che questa è una prospettiva bella, ma utopica. Può darsi. Di sicuro, però, se di queste cose non se ne parla mai, se nessuno apre mai alcuna prospettiva del genere, beh, la pace religiosa non potrà che essere ancora più utopica. Non trova?».”

Perché dobbiamo imparare dagli dei – la Repubblica, 2.4.2014

Elogio del politeismo – il Mulino 2014

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