Il lavoro del sesso è lavoro

Proibire la prostituzione? NO! Il FachstelleFrauenhandel und Frauenmigration (FIZ) promuove un orientamento pragmatico nei confronti della prostituzione.

L’attuale dibattito sulla proibizione del lavoro del sesso mostra soprattutto quanto segue: i bisogni e le condizioni delle lavoratrici del sesso non sono affatto al centro dell’interesse. Indipendentemente dalle opinioni personali in merito alla prostituzione:

è un dato di fatto che in questa nazione le lavoratrici del sesso non hanno gli stessi diritti (a buone condizioni di lavoro, a posti di lavoro sicuri e alla protezione dalla discriminazione e dalla stigmatizzazione) di altre lavoratrici e lavoratori.

È un dato di fatto che la politica migratoria svizzera rende difficile l’ingresso in Svizzera alle persone che non posseggono importanti capitali o formazioni di livello superiore, mentre la richiesta di migranti che svolgano lavori sottopagati rimane elevata.

È un dato di fatto che la politica migratoria svizzera stigmatizza, sfrutta e spinge nell’illegalità le donne checercano autonomamente un futuro migliore e sostengono i propri figli rimasti nella madrepatria con il loro guadagno quali lavoratrici del sesso.

È un dato di fatto che la politica migratoria svizzera non offre alcuna possibilità di impiego e alternativa alle donne che vogliono abbandonare il lavoro del sesso e restare in Svizzera.

Fintanto che non si terrà un dibattito approfondito su:
• perché nella nostra società esiste la prostituzione
• perché un’educazione di genere fa sì che gli uomini vogliono comperare “tutto” con il denaro, mentre le donne possono capitalizzare il loro corpo.
• quale legame esiste fra lavoro del sesso, capitalismo e globalizzazione

il FIZ chiede un approccio pragmatico nei confronti del lavoro del sesso. Riconoscere che il lavoro del sesso è una realtà sociale e garantire delle condizioni di lavoro corrette e sicure alle donne (ed agli uomini) attive nel campo dei servizi sessuali non significa rinunciare ad una discussione etico-morale. Significa invece riconoscere che le prostitute hanno gli stessi diritti delle altre persone. Hanno diritto ad un lavoro autonomo che sia conforme alle leggi sul lavoro, alla salute, alla sicurezza e all’incolumità.

Il lavoro del sesso e la tratta delle donne devono essere chiaramente distinti. Il FIZ difende da tempo queste rivendicazioni.

(Legga a questo proposito l’intervista con Rebecca Angelini nella WOZ “Una proibizione nuoce alle donne” e in Annabelle online “Proibire il lavoro sessuale?”, l’articolo di Doro Winkler sulla NZZ “Per una tranquilla considerazione del lavoro sessuale” così come la circolare Nr. 52 “Lavoro sessuale: riconoscimento invece di repressione”, e la circolare Nr. 46 “Il lavoro sessuale è lavoro”.)

Traduzione a cura del Coordinamento donne della sinistra, Bellinzona della presa di posizione del FIZ pubblicato su fiz-info.ch; link all’originale in lingua tedesca:  Sexarbeit ist Arbeit

tutte le traduzioni dei testi FIZ sul tema:  IL LAVORO DEL SESSO È LAVORO

 

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