Iniziativa contro “l’immigrazione di massa” – un’iniziativa disumana

Il testo in votazione – leggetelo attentamente!

Questa iniziativa non è un ritorno alla situazione prima degli accordi bilaterali, quando i permessi per scopo di lavoro erano contingentati,  ma un attacco al diritto alla famiglia, al diritto all’asilo, al diritto di restare.
Infatti, secondo l’iniziativa (testo completo) i tetti tetti massimi dovrebbero valere per tutti i permessi rilasciati in virtù del diritto degli stranieri, settore dell’asilo incluso. Il diritto al soggiorno duraturo, al ricongiungimento familiare e alle prestazioni sociali può essere limitato. Inoltre, i contingenti verrebbero fissati in funzione degli interessi dell’economia svizzera. Criteri determinanti per il rilascio del permesso di dimora sono in particolare la domanda di un datore di lavoro, la capacità d’integrazione e una base esistenziale sufficiente e autonoma.

Un’iniziativa contro la famiglia

L’iniziativa UDC pretende di mettere un tetto massimo a ogni tipo di immigrazione, inclusi asilo e ricongiungimento famigliare. I criteri determinanti per il rilascio di un permesso di dimora sarebbero la domanda di un datore di lavoro, la capacità d’integrazione e una base esistenziale sufficiente ed autonoma. Quindi è chiaro che verrebbe data precedenza alle necessità dell’economia. Non per nulla l’iniziativa prevede esplicitamente che il diritto al soggiorno duraturo, al ricongiungimento familiare e alle prestazioni sociali può essere limitato.
Lo è già attualmente: non vi rendete neppure conto, con quali difficoltà – burocratiche ed economiche – migranti e svizzeri/e si vedono confrontati/e già oggi quando desiderano farsi raggiungere da membri della propria famiglia che non hanno la cittadinanza svizzera o europea. Lo ha documentato diverse volte l’osservatorio svizzero sul diritto d’asilo e degli stranieri e posso confermarlo sulla base delle mie esperienze professionali.
Rendere il ricongiungimento famigliare ancora più difficile?
Non è nell’interesse della Svizzera, perché la precarietà perenne, avere la famiglia lontana, non favorisce l’integrazione. Ma non è neppure nell’interesse degli Svizzeri: in ca. un quinto dei matrimoni un partner nato nella Confederazione sposa una persona nata all’estero. E non corrisponde ai valori tradizionali del paese in cui sono cresciuta e in cui credo, e il cui art. 14 della costituzione garantisce il diritto al matrimonio e alla famiglia: non solo per ricchi, e non solo tra svizzeri!

No a un’iniziativa disumana

L’iniziativa UDC “contro l’immigrazione di massa”, chiede di contingentare il numero di permessi di dimora per stranieri in Svizzera, indipendentemente dal motivo per cui viene chiesto: lavoro, studio, soggiorno senza attività lucrativa (redditieri), ricongiungimento famigliare, asilo.
Secondo il testo in votazione, i criteri determinanti per il rilascio di un permesso di dimora sarebbero la domanda di un datore di lavoro, la capacità d’integrazione e una base esistenziale sufficiente ed autonoma.
Alla domanda “Chi deve poter venire in Svizzera”, gli iniziativisti così rispondono: “Le imprese ricevono così lo spazio di manovra necessario per reclutare le migliori forze lavorative in tutto il mondo. Nel contempo, però, l’iniziativa lascia anche abbastanza spazio per introdurre una sorta di statuto di stagionale o di permessi di soggiorno di breve durata, per es. per l’edilizia o per le aziende agricole. Nel complesso, l’iniziativa lascia un grande spazio di manovra per un’applicazione utile per l’economia. A questo proposito, un mercato del lavoro flessibile e un’amministrazione efficiente sono un presupposto importante. … Queste condizioni-quadro fanno parte integrante di una piazza Svizzera concorrenziale e promettente, altrettanto quanto delle misure efficaci contro l’immigrazione di massa.”
E’ questo il mondo ideale degli iniziativisti, come nei secoli scorsi e fino agli inizi del ‘900, quando i braccianti, dopo la semina, finito il lavoro, il giorno di San Martino, venivano costretti a lasciare l’abitazione messa a disposizione dal padrone del fondo agricolo: la fine della stagione comportava per il contadino e la sua famiglia la cacciata dal territorio (si veda al proposito il film Novecento di Bernardo Bertolucci), la costrizione al nomadismo. E nell’immaginario degli iniziativisti, l’ideale sarebbe che “il contadino” non portasse con sé neppure la famiglia, perché se no occorre mettere a disposizione anche scuole ecc. Come si faceva con gli stagionali, il cui statuto è stato abolito solo pochi anni fa.
Un mondo desolidarizzato, in cui le persone sono soltanto merce al servizio dell’economia, in cui la flessibilità (=precarietà) di chi lavora è eretto a obiettivo principe: io un mondo così non lo voglio!

Rosemarie Weibel

Argomentari

– alleanza dell’economia, non-isoliamoci.ch: argomentario
PS Svizzera: un’initiative qui isole la suisse
– campagna del sindacato Unia (in tedesco e francese)
travail suisse (in francese e tedesco)
– pagina dell’amministrazione federale
stopexclusion – argomentario

Sono stanca

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